Genere Fantasy: come scrivere storie fantastiche

genere fantasyTra tutti i generi narrativi, il genere fantasy è quello che più preferisco. Mondi immaginari, creature mitiche, eroi leggendari e epiche avventure sono tutto ciò che questo genere promette, e sono promesse che deve riuscire a mantenere se vuole essere apprezzato a pieno.

Dei generi narrativi in generale ne ho già parlato in un articolo precedente, ma prima di addentrarci in questo magico mondo, vorrei aggiungere un paio di cose. Il genere narrativo non è un sistema chiuso, tutti i generi infatti si influenzano costantemente a vicenda in varie misure.

Una storia che associamo al fantasy potrebbe avere al suo interno una sottotrama romantica tipica di un romanzo rosa, oppure momenti di tensione accompagnati da orribili creature che sembrano uscite dal più terribile racconto dell’orrore.

Il genere narrativo è una linea guida che il lettore utilizza per acquistare il prodotto che più preferisce, e lo scrittore di genere deve scegliere su quale di questi concentrare la sua scrittura, in modo da catturare l’attenzione di una certa fascia di lettori. Questo porta necessariamente lo scrittore a dover fare i conti con le convenzioni e gli archetipi tipici del genere.

Adesso però vi porto a scoprire alcuni importanti elementi che compongono le storie del genere fantasy, e approfondirò anche alcuni dei più importanti sottogeneri. Nel corso dell’articolo inoltre citerò vari autori e libri, considerateli tutte ottime letture per avvicinarvi, riscoprire, o immergervi ancora più affondo nel genere fantasy.

INDICE

L’importanza dell’ambientazione

Iniziamo a sfatare qualche mito del fantasy: scrivere di mondi di fantasia non è più semplice rispetto a quelli reali. Molti aspiranti scrittori, ma anche scrittori più navigati, credono che solo perché l’universo narrativo sia inventato, allora si possa fare qualsiasi cosa e tirar fuori il coniglio dal cappello nel momento del bisogno.

Non è proprio così, anzi, scrivere fantasy richiede una preparazione maggiore e molto più complessa degli altri generi. Un mondo fantastico ha delle regole, funziona secondo una logica e per catturare l’attenzione del lettore deve seguire una logica.

La narrazione è una sorta di inganno. Noi illudiamo il lettore che ciò di cui stiamo parlando sia reale, e il lettore si lascia ingannare.

Per fare ciò però il mondo in cui le vicende si svolgono deve essere coerente sotto tutti i punti di vista. Lo scrittore Brandon Sanderson ha persino stilato le 3 leggi della magia, che dovrebbero essere applicate a qualsiasi romanzo fantasy o fantascientifico.

Solitamente il mondo in cui le vicende si svolgono viene creato da zero, altre volte invece vengono apportate modifiche al nostro mondo per renderlo più “fantastico”. Un esempio di quest’ultimo caso è Harry Potter, il cui mondo è simile al nostro, ma nasconde un secondo mondo che chi non possiede la magia non riesce a vedere.

Nella creazione del mondo si parte prima di tutto dal suo passato. Cos’è accaduto prima dell’inizio delle vicende? Quali avvenimenti hanno portato la società in questa situazione? Non serve certo scrivere l’intero Silmarillion, basta anche avere un’idea generale sulle vicende passate, una linea temporale e delle indicazioni utili.

Se scriviamo di un mondo fantastico, andrebbe delineata la geografia. Avete presente tutte quelle belle mappe che si trovano all’inizio o alla fine di un romanzo fantasy? Una volta che il territorio è stato delineato, non resta che popolarlo. Quali civiltà abitano il mondo? Qual è la loro cultura? Ci sono delle razze fantasy?

La sospensione dell’incredulità

Ci sono alcune cose che si possono spiegare, per tutto il resto esiste la sospensione dell’incredulità. Si tratta di una sorta di patto in cui noi scrittori invitiamo il lettore a credere nel funzionamento di un qualcosa, senza spiegarli però come questo qualcosa possa funzionare. Il lettore accetta questo patto e procede la lettura senza farsi troppe domande.

È lo stesso ragionamento dell’inganno che ho fatto di sopra, il lettore si lascia ingannare di sua spontanea volontà, ma lo fa entro certi limiti. Se leggendo un romanzo si ritrova davanti ad eventi, poteri, e situazioni che non hanno una spiegazione logica all’interno del mondo che abbiamo creato, l’inganno si trasforma in una presa in giro. Il libro viene quindi abbandonato, e noi perdiamo la nostra credibilità di scrittori.

La sospensione dell’incredulità è un arma da usare con prudenza per lo scrittore, ma se questa viene usata bene, può scogliere molte situazioni complicate.

È doveroso fare un esempio per capire meglio di cosa stiamo parlando.

Prendiamo le Cronache del ghiaccio e del fuoco, o la serie del Trono di Spade. Nei Sette Regni in cui le vicende sono ambientate, la magia è una forza oscura e misteriosa, che ha un ruolo marginale e agisce sempre nell’ombra.

Il lettore o lo spettatore accetta questo funzionamento della magia, capisce che è così che funziona questo mondo, e così si viene a creare la sospensione dell’incredulità.

Se però dal terzo libro (o terza stagione), salta fuori un mago che inizia a lanciare palle di fuoco o far cadere fulmini dal cielo, l’inganno si rompe. Lo spettatore non crede più a quello che racconti e inizia a porsi domande del tipo “come funziona la magia?”, “da dove arrivano questi maghi?”.

Nel momento in cui un lettore si pone domande sul funzionamento del mondo narrativo, la magia narrativa si perde e il libro viene abbandonato.

Le convenzioni del genere fantasy

Adesso parliamo di convenzioni del genere narrativo, ovvero di tutti quegli elementi che sono tipici di una determinata categoria narrativa. Attenzione però, non stiamo parlando di cliché o di espedienti narrativi.

Quali sono questi elementi? Uno è sicuramente la magia come abbiamo visto. Non è necessario che la magia sia sempre presente in grande stile all’interno di un fantasy. Basta anche solo una piccola creatura immaginaria per far capire che in quel libro esiste un qualcosa di fantastico e che quindi si tratta di un fantasy.

Ad un livello più narrativo, una convenzione del fantasy è l’utilizzo del Viaggio dell’eroe. C’è un personaggio che parte da una situazione di normalità, pensate a Frodo o a Harry Potter, riceve una chiamata all’avventura, e si ritrova in un mondo a lui estraneo, pieno di cose fantastiche ma anche di terribili nemici.

Altre convenzioni narrative possono essere la ricerca di un oggetto magico, la lotta tra il bene e il male o una principessa da salvare.

Le convenzioni del genere fantasy sono le più semplici da ricercare. Basta guardare al passato per trovare migliaia di storie fantastiche da cui prendere spunto. Sto palando della mitologia, delle saghe di eroi e divinità, di oggetti magici e mostri apparentemente invincibili.

Tutte queste convenzioni sono obbligatorie? Si possono rompere per cercare di creare qualcosa di più originale? Certo che si, la scrittura dal mio punto di vista è una scienza, ma non è proprio esatta.

Tutte le regole in questo campo possono essere rotte e riscritte a nostro piacimento, ma per farlo c’è bisogno di conoscerle bene. Per questo il consiglio principale che si da a chi vuole scrivere è quello di leggere tanto e analizzare ciò che legge.

Sottogeneri del fantasy

Scendiamo più in profondità, all’interno dei meandri oscuri del genere fantasy.

I sottogeneri vengono solitamente usati per categorizzare i romanzi all’interno di un genere più ampio, in modo da poter distinguere diversi tipi di narrazione che utilizzano uno stessa tema (o le stesse convenzioni), ma che possiedono ambientazioni e modi di narrare diversi dagli altri.

Ogni genere possiede dei sottogeneri e questi sono davvero una moltitudine. Alcuni sottogeneri addirittura hanno a loro volta dei sottogeneri. Probabilmente per qualche fanatico dell’ordine e dell’archiviazione questo è il paradiso, io invece mi limiterò a portarvi alcuni dei sottogeneri più rilevanti all’interno del genere fantasy.

High fantasy

L’high fantasy è il capostipite del genere. Parliamo di mondi dove la magia è viva e potente, in cui camminano eroi pronti a diventare leggende e le forze del bene combattono vittoriose contro quelle del male.

L’high fantasy ci presenta mondi medievaleggianti conditi con tutto ciò che è magico. Ci sono maghi, ci sono elfi, oggetti dai poteri assurdi, enormi battaglie campali e avventure in mezzo alla natura. Il Signore degli Anelli è il più classico degli high fantasy.

Se volete una chicca da archivisti, tutti i sottogeneri del fantasy possono essere ridotti a solo due elementi, l’high fantasy e il low fantasy. Tutto ciò che non è “high”, allora è low fantasy.

Dark fantasy o Grimdark

In qualche salottino qualcuno sta ancora cercando la risposta a qual è la differenza tra dark fantasy e Grimdark, e spero che un giorno qualcuno spunti fuori con una risposta senza venire alle mani.

Questi due sottogeneri sono praticamente la stessa cosa. Atmosfere cupe, personaggi “tenebrosi”, creature tipicamente horror e violenza, sangue, casi umani e disperazione. Ecco tutti gli ingredienti per un ottimo dark fantasy (o Grimdark).

Quando trovare un fantasy cupo e oscuro quindi, vi trovate davanti a questi generi, e se volete leggere del buon dark fantasy, allora provate con Elric di Melniboné di Michael Moorcock.

Heroic fantasy o sword and sorcery

Prendete i romanzi di cappa e spada, in cui eroici cavalieri come i tre moschettieri o zorro combattono in ambientazioni storiche contro uomini malvagi. Adesso aggiungete l’elemento fantasy, trasformando il cattivo in un mago o un essere sovrannaturale ed ecco che salta fuori il fantasy eroico.

Ciò che distingue il fantasy eroico, o sword and sorcery, dagli altri fantasy è la velocità della narrazione, ricca di azione e colpi di scena. Proprio per questo di solito questo sottogenere viene messo sottoforma di racconto e non di romanzo.

Il capostipiti e rappresentati assoluti del genere sono Robert E. Howard e il suo personaggio, Conan il Barbaro.

Urban fantasy e fantasy contemporaneo

Come da nome, l’urban fantasy fa dell’ambiente urbano la sua caratteristica. Il mondo in cui si svolgono le vicende è quello reale, ma condito con elementi tipici del fantastico.

Il fantasy contemporaneo è simile, ma mentre il primo ha la facoltà di poter spaziare attraverso la storia, questo è invece legato ad ambientazioni per l’appunto contemporanee.

Esempi di questi due sottogeneri possono essere American Gods di Neil Gaiman, la saga degli Shadowhunters di Cassandra Clare, e ovviamente, Harry Potter.

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *