Gli archetipi di Vogler: 8 modelli per costruire personaggi

gli archetipiCos’è un archetipo? La parola “Archetipo” deriva dal greco, ed è l’unione delle parole arche, origine, e typos, modello. L’archetipo è quindi il modello originario, una rappresentazione mentale primaria che, secondo lo psicologo Gustav Jung, tutti noi possediamo alla nostra nascita.

Essendo quindi definibili su scala collettiva e universale, è possibile riconoscere gli archetipi in ogni persona, cultura, nei sogni e anche nei racconti.

Ma cosa c’entrano gli studi di uno psicologo con la scrittura? Joseph Campbell, nell’Eroe dai mille volti, e in seguito Chrisopher Volger nel Viaggio dell’eroe, riprendono la teoria degli archetipi di Jung e la applicano alla scrittura e al racconto.

Gli archetipi diventano quindi una funzione narrativa, dei modelli che è possibile riconoscere in ogni racconto e in ogni personaggio o elemento della narrazione. In ogni storia abbiamo un eroe che compie il suo viaggio, un mentore che lo consiglia e lo aiuta e un ombra che sta in agguato pronta ad ostacolare l’eroe.

INDICE

L’archetipo come maschera

Oggi quando parliamo di archetipi in narrativa facciamo riferimento al modello del Viaggio dell’eroe di Volger. Volger riconosce otto archetipi che è possibile ritrovare in tutte le storie. Prima di scoprire quali sono questi modelli, bisogna fare alcune premesse.

Vorrei sottolineare però che l’archetipo non è un personaggio, bensì una funzione narrativa. Solitamente quando si parla di questi modelli ci si riferisce a personaggi e questo può trarre in inganno. Il mentore che dona un insegnamento all’eroe può essere tanto una figura umana quanto una frase scritta su un muro.

Inoltre, l’archetipo non è un unico soggetto. Un personaggio ha dentro di sé tutti gli archetipi, e di volta in volta sceglie di indossare una maschera di un aspetto specifico. Un eroe indossa la maschera dell’eroe, ma quando deve insegnare qualcosa ad un alleato, la sostituisce momentaneamente con la maschera del mentore.

Ultima premessa, l’archetipo non rappresenta i concetti di bene o male. Solitamente il protagonista viene identificato con l’eroe, ma questo non significa che l’eroe non possa essere il cattivo della storia. Ogni personaggio malvagio dal suo punto di vista è un eroe.

L’Eroe

L’eroe è (di solito) il protagonista della storia, il personaggio con il quale lettori e spettatori si immedesimano per vivere l’avventura. L’eroe è un personaggio che cresce lungo l’arco narrativo, impara nuove cose dal viaggio e si trasforma per migliorare, spesso in positivo.

L’eroe per essere tale deve possedere caratteristiche ammirevoli, che fanno si che il pubblico desideri essere come lui, ma allo stesso tempo deve avere caratteristiche oscure, come debolezze e sentimenti negativi, che lo rendono umano e profondo.

Nel paragrafo precedente ho detto che tutti i personaggi hanno al loro interno tutti gli archetipi. il protagonista eroe però ha un tassello in più, lui rappresenta la somma di tutti questi. All’interno dell’archetipo dell’eroe sono presenti tutti gli altri archetipi non come figure o maschere separate, ma come un unica entità.

Proprio da questo discorso possiamo dedurre che a loro volta anche i personaggi secondari possono indossare la maschera dell’eroe. Quando in un romanzo o in una serie tv troviamo una sottotrama riguardante un personaggio che non è il protagonista/eroe, quel personaggio diventa l’eroe di quella frammento di storia.

Pure il cattivo, l’Ombra, è dal suo punto di vista è un eroe. Un ottimo esempio ci viene dato dalla saga di Star Wars. Nella prima trilogia, Luke Skywalker, l’Eroe, affronta Darth Vader, l’Ombra. I personaggi però non nascono buoni o malvagi, eroi o ombre. Prima di indossare la maschera dell’Ombra, anche Darth Vader ha affrontato un Viaggio dell’eroe. Nella seconda trilogia infatti è lui l’eroe della storia, ed è facile capire come dal suo punto di vista sia lui l’eroe di tutti e sei i film.

Il Mentore

Il Mentore è una figura che ha lo scopo di insegnare, proteggere e fornire doni. In una delle fasi del Viaggio dell’eroe, detto appunto incontro con il mentore, l’Eroe fa la conoscenza di questa figura che lo aiuta ad andare avanti avanti nel suo viaggio, lo addestra e lo spinge verso il mondo straordinario.

La maschera del mentore viene spesso indossata da moltissimi personaggi in una storia. L’eroe può fare da mentore ai suoi alleati, l’Ombra può fare da mentore all’eroe in alcuni casi, e gli alleati spesso insegnano qualcosa all’eroe.

Harry Potter incontra svariati mentori durante il suo viaggio, come Hagrid o Albus Silente. Lo stesso Harry poi, nell’Ordine della fenice, si trova a dover indossare la maschera da mentore per insegnare difesa contro le arti oscure agli altri studenti di Hogwarts.

Guardiano della Soglia

Il guardiano della soglia rappresenta un ostacolo. Questo ostacolo è posto tra l’eroe e il suo obbiettivo, ma in particolare si distingue da una normale sfida perché questo ostacolo si pone tra l’eroe e il cambiamento.

Lo scopo dei guardiani della soglia è quello di mettere alla prova l’eroe, ma non come lo metterebbe alla prova il cattivo. La sfida offerta dal guardiano offre all’eroe la possibilità di imparare nuove cose, di crescere e di cambiare. Un guardiano della soglia non viene mai sconfitto, viene incorporato, e può trasformarsi in un alleato o in un insegnamento.

Un guardiano della soglia può essere una montagna da dover attraversare, un genitore protettivo che non lascia che l’eroe parti all’avventura o un nemico che fa troppa paura all’eroe. L’eroe nel corso della storia cresce, e diventa sempre più bravo ad affrontare i guardiani della soglia.

Il Messaggero

Un personaggio, un oggetto, un evento che annuncia l’arrivo di un cambiamento è definito Messaggero. I Messaggeri solitamente appaiono agli inizi di una storia per dare una motivazione al protagonista e per avviare il racconto (vedi il passaggio della Chiamata all’avventura nel Viaggio dell’eroe).

Non è detto però che non possa apparire nuovamente durante l’avventura, portando notizie di un nuovo cambio di programmi o di una nuova fase della stessa.

Il Messaggero è la lettera per Hogwarts che riceve Harry Potter, è Gandalf che spinge Frodo a mettersi in marcia per Granburrone, sono la scritta “follow the white rabbit” e il telefono che squilla che chiamano Neo all’avventura.

Lo Shapeshifter (Il Mutaforma)

Lo Shapeshifter, o se preferite il Mutaforma, è un personaggio che, come suggerisce il nome, cambia costantemente. Questo rende difficile sia per il lettore/spettatore che per i personaggi del racconto capire qual è il suo ruolo.

Spesso lo Shapeshifter è una figura che rispecchia l’interesse romantico del protagonista. In molte storie rosa l’eroe si finge qualcun altro per conquistare l’amore. Nei film di James Bond e in generale nei racconti noir classici, è ricorrente trovare la figura della Femme Fatale, che seduce il protagonista per poi, spesso e volentieri, fare il doppio gioco.

Il Mutaforma è un catalizzatore del cambiamento e da all’eroe l’impulso di trasformarsi. Anche l’eroe però può diventare a sua volta uno Shapeshifter. Sono molte le storie in cui il protagonista deve assumere un’identità diversa, deve fingersi qualcun altro, per raggiungere uno scopo. A modo suo anche Robin Hood (Disney) diventa uno Shapeshifter quando si finge cieco per partecipare al torneo di tiro con l’arco.

L’Ombra

L’Ombra rappresenta il male. Non inteso solo come l’antagonista di una storia, ma anche come la parte oscura dell’eroe o di un alleato. L’Ombra sfida costantemente l’eroe durante il suo viaggio, mette in pericolo la sua vita e quella dei suoi amici, e lo costringe a dover fare i conti con se stesso e con la morte.

Quando un alleato indossa la maschera dell’Ombra si trasforma in un rivale, qualcuno che non viole necessariamente morto l’eroe, ma desidera essere come lui e per questo lo ostacola. Tutte queste sfide permettono all’eroe di crescere.

Anche l’eroe però può indossare la maschera dell’Ombra. Frodo diventa l’Ombra quando cede alla tentazione dell’anello e decide di non buttarlo più nel Monte Fato. Harry Potter indossa brevemente questa maschera quando tenta di uccidere Bellatrix per vendicare la morte di Sirius. Nell’esempio precedente su Star Wars, abbiamo visto come al termine del Viaggio dell’eroe di Anakin Skywalker, l’eroe cade e diventa a sua volta l’Ombra.

Il Trickster

Il Trickster è una figura complessa, che spesso viene confusa con il Mutaforma. Questo archetipo rappresenta il buffone, l’elemento comico di una storia. È il nemico naturale dello status quo ed è portatore di cambiamenti.

Attenzione a non sottovalutare questa figura. Non stiamo parlando di un buffone fine a se stesso, ma di qualcuno che tramite l’elemento comico fornisce all’Eroe un insegnamento, una traccia da seguire, gli permette di capire i propri limiti.

Il Trickster è un personaggio difficile da gestire all’interno di una storia, e spesso viene usato solo come maschera piuttosto che come elemento vero e proprio. Un Trickster può avere grande influenza sia sul proseguimento della narrazione che sulla percezione del pubblico.

Per citare nuovamente Harry Potter, Dobby l’elfo domestico è un ottimo esempio di Trickster, ma anche Ron nei primi anni, con le sue disavventure indossa spesso la maschera di Trickster.

L’Alleato

I supereroi hanno la loro spalla, gli eroi del fantasy hanno la compagnia di avventurieri, e nelle storie d’amore i protagonisti hanno sempre qualcuno a cui rivolgersi quando il loro cuore viene spezzato.

L’Alleato è quel personaggio che aiuta l’eroe, lo accompagna durante il viaggio, ed è sempre lì per lui nel momento del bisogno. Spesso è un personaggio che indossa svariate maschere, fa da Mentore, si comporta da Trickstero o potrebbe apparire come uno Shapeshifter. Di solito gli viene anche affidata una sottotrama, che gli permette nel suo piccolo di indossare la maschera dell’Eroe.

Spesso viene usato per creare un punto di vista diverso alle vicende della storia. Nel Signore degli Anelli (libro), il punto di vista di Sam permette al lettore di immedesimarsi molto di più in quel mondo fantastico rispetto a quanto permette il punto di vista di Frodo o quello di Aragorn.

In chiusura, vorrei ricordarvi che quando parliamo di archetipi non parliamo di stereotipi. Proprio per questo voglio evidenziare nuovamente il concetto di funzione narrativa e di maschera. Un personaggio è più sfaccettato e realistico quanto più sono le maschere che riesce a indossare in maniera logica durante la narrazione, e nonostante si parli di personaggi, la funzione narrativa di un archetipi può essere interpretata anche da un oggetto o qualsiasi altro elemento.

 

 

 

 

 

 

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